Archivio per 5 Marzo 2008

I dream of…

Marzo 5, 2008

Il mese scorso la scrittrice canadese Sheila Heti ha varato il progetto idreamofhillaryidreamofbarack: su due blog paralleli vengono raccolti sogni riguardanti i candidati democratici, con l’obiettivo di valutare il loro ruolo nell’inconscio collettivo.
Ben McGrath nota sul New Yorker che i sogni sulla Clinton sono più dettagliati e rassicuranti di quelli su Obama, mentre gli incubi sono relativamente pochi per entrambi. Uno studente di Boston ha sognato di essere su un Hummer guidato da Obama, che gli ha dato il 5 quando ha sentito per radio i risultati del New Hampshire; uno sviluppatore web californiano ha sognato che Obama, dopo essere sparito per qualche giorno, riappariva in un comizio della Clinton e diceva che era passato dalla sua parte.

Io una volta avevo sognato che Bill Clinton suonava il sax in un piccolo concerto in un locale nella periferia di Torino, e mi lamentavo con un amico del fatto che non mi piacesse per niente il suo stile. A fine concerto Clinton veniva al bancone, ordinava una birra e si presentava, sfoderando un sorriso televisivo irresistibile.

The conformist

Marzo 5, 2008

In Inghilterra riesce Il Conformista (1970), e sul Guardian ricordano l’influenza esercitata su Il Padrino – girato 2 anni dopo – fatto marginale ma che conferma che da queste parti, parlando del Bel Paese, Don Corleone ci azzecca sempre. Sempre sul Guardian Philip French definisce il sottotesto psicologico del film – a grandi linee l’idea di interpretare il Fascismo come pulsione omosessuale repressa – “dollar-book Freud“, come Welles aveva definito il dispositivo psicologico Rosebud, utilizzato in Citizen Kane (1941).
Il Conformista era stato recensito anche da Veltroni che lo elogiò come affresco dell’Italia al crepuscolo del Fascismo, e da Fofi che sui Quaderni Piacentini accusò Bertolucci di essere un joujou della borghesia.