Archivio per 21 Marzo 2008

Good Friday

Marzo 21, 2008

In Irlanda c’è il divieto di vendere bevande alcoliche di Venerdì Santo e oggi tutti i pub e gli off licence sono chiusi – il che mi ha fatto notare che in un anno non li avevo mai visti tutti chiusi. Alcuni considerano anacronistico questo divieto cattolico definito in una legge del 1927, così stonato nell’Irlanda secolarizzata (e festosamente alcolizzata) del 2008, ma in fin dei conti credo che non bere birra per un giorno non faccia male a nessuno, specie dopo la pesante sbronza collettiva di San Patrizio.

Silvio ci manchi

Marzo 21, 2008

Un comitato femminile che mi era sfuggito: da Napoli, Silvio ci manchi.

“Purtroppo DS sta per destra”

Marzo 21, 2008

Un video che non ha bisogno di commenti. L’autore è molto prolifico e qui spiega perchè fa questi filmati.

Happiness

Marzo 21, 2008

Dell’ultimo disco dei Goldfrapp questo singolo non è male. Il resto scorre veloce ma non lascia il segno.

Verso la vetta

Marzo 21, 2008

Secondo la banca svizzera UBS Dublino è oggi la terza città più cara del mondo. Nel rapporto del 2006 era ottava e solo tredicesima nel 2005. Fortunatamente però rimane seconda per reddito pro-capite netto e quinta per potere d’acquisto. – Rapporto UBS

Affari d’oro per Carroll’s

Marzo 21, 2008

San Patrizio a Dublino è un fenomeno difficile da descrivere: per 3 lunghissimi giorni la città viene saccheggiata da un’orda di turisti attrezzati di ogni sorta di gadget pseudo-oirish fornito dagli onnipresenti e sciagurati negozi Carroll’s: di cilindri e barbe da lepricauno, tatuaggi posticci con trifogli e bandiere della Repubblica, trombette da stadio, fischietti particolarmente striduli, culi posticci con scritto Kiss me I’m Irish, martelli gonfiabili con lo slogan Hammered by the Irish (“sbronzo” in slang), guantoni da pugile verdi, il tutto fuso in un magma tricolore di pelouche, gommapiuma e plasticaccia cinese.

St Patrick's Parade #2

La lunga carovana di carri e formazioni che ha lentamente attraversato O’Connell Street il 17 marzo era una curiosissima accozzaglia di simboli che, più che l’Irishness e il multiculturalismo dell’Irlanda post boom, rappresentavano il trionfo del kitsch americanizzato: Leggi il seguito di questo post »