Archivio per il 'jazz'Categoria

Suoni dal Vecchio Continente

Marzo 9, 2008

Al 12 Points Jazz Festival hanno suonato 12 band selezionate dall’Improvised Music Company di Dublino, i cui talent scout hanno setacciato MySpace in cerca di personalità emergenti del jazz europeo. Operazione più che riuscita, almeno per lei cinque ospiti che ho visto, che hanno suonato quasi solo materiale originale spesso di ottima qualità.

  • Il Giovanni Guidi Quartet si è focalizzato su pezzi composti dal giovanissimo pianista, tenuto in grande considerazione da Rava. Il gusto, la raffinatezza e l’alto livello tecnico del quartetto sono stati dimostrati nelle numerose incursioni free e nella matura interpretazione di un brano di Ornette Coleman. Leggi il seguito di questo post »

Jazz da aperitivo (ma pur sempre jazz)

Marzo 4, 2008

Ogni tanto mi imbatto in dischi acid jazz di ottima qualità. Uno di questi è MJA (Le Maquis, 2003) dei Metropolitan Jazz Affair, trio lionese che si diverte a tagliare e incollare brani hard-bop e soul, senza disdegnare ritmiche hip hop. Molti brani sono commentati dall’elegante sax di David Prez, allievo tra gli altri di Wynton Marsalis.

Fly with the wind

Febbraio 1, 2008

Un disco che sto ascoltando con una certa ossessività è Fly with the Wind (Milestone, 1976) di McCoy Tyner. Affine a Song of the new world (Ojc, 1973) e agli altri dischi registrati dal pianista alla Milestone negli anni ‘70, il disco è il risultato di uno dei tentativi di Tyner di comporre e arrangiare per archi: oltre a Hubert Laws al flauto, Ron Carter al contrabbasso e Billy Cobham alla batteria, ha partecipato al progetto un’orchestra di sei violini, un oboe, due viole, due violoncelli, un’arpa e un’ottavino.
L’album è strutturato in 5 brani, di cui 4 originali più lo standard You Stepped Out of a Dream. Mentre gli archi sottendono una base tematica dal sapore fusion piuttosto orecchiabile, si impongono le personalità di Tyner, che regala assoli intrisi di suggestioni spirituali (analoghe a quelle di Sahara, 1972 e Enlightenment, 1973), e di Cobham, le cui intricate percussioni jazz-rock vengono contrastate dalle linee di flauto classicheggianti di Laws. Anche per merito della produzione di Orrin Keepnews, Fly with the wind ha un’incisività e una chiarezza tematica che ne ha decretato lo straordinario successo commerciale e di critica.

In questa approfondita intervista su AllAboutJazz ♦, Tyner ha definito il brano Fly with the wind una delle sue canzoni preferite.

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