The time window, you know?

maggio 19, 2007

Le notti in ostello sono dure. Sono in una camerata da otto persone. Nel letto sotto al mio c’e’ un vecchio tabagista. Appena si addormenta inizia a russare e a emettere rantoli e gorgoglii disgustosi. Naturalmente molti rientrano a orari assurdi senza fare alcuno sforzo per non fare rumore. Ma per €3 a notte, non posso certo lamentarmi. Al mattino, dopo una colazione a base di brown bread, succo di arancia scadente e caffe’ americano, mi siedo un po’ nella hall, ancora mezzo addormentato, e sfoglio un po’ l’Irish Times, che apre come sempre sugli scandali finanziari di Bertie Ahern.

Senza che passi neanche un minuto, uno strano personaggio seduto a pochi metri di distanza mi apostrofa con un “hey, where d’ya come from?” “Italy”. E’ un ometto basso, tarchiato, si direbbe un indiano. Gesticola e strabuzza gli occhi come avesse la sindrome di Tourette, parla velocissimo con un forte accento britannico, ignorando il fatto che io capisca si’ e no il 50% di quello che dice. Quando gli chiedo di rallentare un po’, mi dice che per lui quella e’ la velocita’ minima. Poi dice di essere di un ricercatore londinese in biochimica, che sta cercando a Cork delle opportunita’ per proseguire la sua carriera. Come per dimostrare quello che dice, mi mostra degli appunti di genetica. Nella conversazione si aggiungono una ragazza australiana 25enne e un teenager californiano vestito come un membro dei Linkin’ Park. In pochi minuti, la conversazione assume toni surreali. Il biochimico racconta aneddoti a raffica, facendo molto ridere gli altri due. Io riesco solo ad abbozzare un sorriso, forse perche’ non colgo le sfumature. Il biochimico prosegue il suo monologo, parlando di Hollywood, dicendo che ci e’ stato in viaggio. La cosa che lo ha piu’ colpito e’ che ci sono beautiful cars everywhere, wow! Gli altri annuiscono, dicendo yeah, cool! Avrei voglia di dirgli che a me Hollywood non entusiasma cosi’ tanto, ma non mi sento capace di interrompere il flusso. La sua loquacita’ e’ irrefrenabile.

L’australiana nota una rivista su un davanzale. E’ una rivista francese chiamata Le Point, che dedica la copertina al recente trionfo elettorale di Sarkozy. Il biochimico coglie la palla al balzo e ci chiede cosa ne pensiamo del sex appel di Segolene Royal, apparentemente l’unico aspetto della politica francese che susciti il suo interesse. “Mah”, rispondo, “e’ una bella donna.” “Ma quel Sark… Sark…” “Sarkozy” “Si’, ecco, ma e’ tipo di destra, no?”, mi chiede. “Si’, parecchio”. L’australiana e il californiano, probabilmente colpiti dai tecnicismi della nostra conversazione, ci dicono timidamente che non se ne intendono di politica. “La Clinton pero’ e’ molto meno sexy di Segolene”, dice il biochimico con aria sorniona. L’australiana gli chiede “Ma la Clinton di che partito e’?” “Democratici” “Ah, non li conosco” Il biochimico mi guarda e fa “tu hai sentito parlare, no, di questi due grossi partiti americani, repubblicani e democratici, no?” Non riesco a trattenere una risata, e gli rispondo, “si’, ne ho sentito parlare, sono abbastanza importanti”.

Segolene Royal

Per fortuna il discorso viene lasciato cadere e il biochimico rinizia a bombardarci di aneddoti. In mezzo a una marea di idiozie, ci confessa che gli piace parecchio attaccare bottone con random people. “Ho notato”, gli dico. “Sai, quando sei in aeroporto, e vedi una persona che ti sembra interessante, e sai che quella e’ l’unica occasione che avrai in tutta la tua vita per parlarle? Per conoscerla hai una time window di pochi minuti, se non di pochi secondi. E se la lasci passare, e’ andata per sempre. Io cerco di cogliere tutte le occasioni, anche se questo a volte mi fa apparire uno psicopatico”, dice con aria serissima. Il discorso ha una sua logica. Io gli rispondo che ho un po’ di difficolta’ a parlare con random people, anche perche’ sono cresciuto in un contesto dove non e’ usuale farlo. Ma in molti casi avrei voluto farlo. Anzi, a pensarci bene, quasi sempre. Il biochimico si ricorda che ha un appuntamento, racconta ancora un paio di aneddoti sulla random people parlando talmente in fretta che non capisco niente. Si congeda con un “Enjoy your stay, buddy”, saluta tutti, ed esce dall’ostello.

Rimango con gli altri due ancora per una mezz’ora, facendo discorsi di circostanza sull’Irlanda. E pensando a tutte le time window che ho perso.

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