Uno strano incontro

giugno 4, 2007

Torno a casa verso le 11 di sera. A quest’ora la strada e’ sempre deserta. Ora pero’ c’e’ un bambino, da solo, con un carretto di plastica. Il bambino solleva il carretto, che e’ grande quasi quanto lui, e lo tira contro un lampione, facendo un tunc metallico e sordo. Quando gli passo vicino si gira. Il suo volto e’ molto irregolare, quasi deforme. La luce gialla del lampione gli da’ un’aura sinistra. “Signore, ma lei da dove viene?” mi chiede con aria seria ed educata. “Dall’Italia”. “E com’e’ laggiu’?” “Non e’ male laggiu’”, rispondo. “Ma lei abita qui?” “Si’”. “E cosa fa?” “Lavoro coi computer”. Tace, fissandomi. Sembra soddisfatto dalle risposte. Si gira, riprende il carretto e lo scaraventa contro il lampione con tutta la forza che ha. Apro la porta di casa e me la chiudo dietro. Dalla strada sento il tunc a intervalli regolari ancora per qualche minuto.

Sembra l’inizio di un brutto film horror.

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