The conformist

marzo 5, 2008

In Inghilterra riesce Il Conformista (1970), e sul Guardian ricordano l’influenza esercitata su Il Padrino – girato 2 anni dopo – fatto marginale ma che conferma che da queste parti, parlando del Bel Paese, Don Corleone ci azzecca sempre. Sempre sul Guardian Philip French definisce il sottotesto psicologico del film – a grandi linee l’idea di interpretare il Fascismo come pulsione omosessuale repressa – “dollar-book Freud“, come Welles aveva definito il dispositivo psicologico Rosebud, utilizzato in Citizen Kane (1941).
Il Conformista era stato recensito anche da Veltroni che lo elogiò come affresco dell’Italia al crepuscolo del Fascismo, e da Fofi che sui Quaderni Piacentini accusò Bertolucci di essere un joujou della borghesia.

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