Cose alla rinfusa

marzo 27, 2008

(1) Svelato il mistero del dito del pianista. Un giovane musicista inglese ha perso un dito durante il giorno di San Patrizio a Dublino e ha dichiarato che gli era stato staccato da un gruppo di Irlandesi razzisti in segno di rappresaglia. Grazie alle CCTV la polizia ha ritrovato il dito, rimasto incastrato in una recizione metallica che il diciassettenne aveva tentato di scavalcare. – BBC News

(2) La regista Neasa Ni Chainain voleva girare un documentario sull’attività caritatevole in Nepal di Cathal O’Searcaigh, poeta gaelico originario del Donegal, omosessuale dichiarato (e spesso discriminato nell’Irlanda rurale) verso cui nutriva ammirazione e amicizia. Durante le riprese la donna ha realizzato che O’Searcaigh aveva rapporti sessuali con alcuni dei ragazzi a cui finanziava gli studi, che lo veneravano come una divinità.
Intitolato “Fairytale of Kathmandu” e trasmesso su RTÉ1 poche settimane fa, il film è diventato un’operazione di denuncia del turismo sessuale e ha stigmatizzato le azioni dell’artista irlandese, aprendo un dibattito nazionale: nonostante alcune recensioni positive – come quella sul Variety – la stampa irlandese non sembra però aver ceduto alla tentazione di lapidare O’Searcaigh. Quasi tutti concordano sul fatto che il progetto contenga una forte dose di incompetenza e ingenuità e molti accusano Neasa Ni Chainain di aver strumentalizzato la vicenda con deliberata disonestà intellettuale. Interessante in questo senso la recensione su Bonhom.ie, che analizza delle contro-interviste fatte da amici di O’Searcaigh ad alcuni dei ragazzi nepalesi coinvolti, che confermano la scarsa attendibilità del film. Sulla base di testimonianze forzate e decontestualizzate, “Fairytale of Kathmandu” sembra semplificare relazioni umane complesse – ambigue, senza dubbio – attraverso lo stereotipo dello sfruttatore Occidentale ricco e perverso che abusa di adolescenti asiatici. – Bonhom.ie

(3) Un sondaggio dell’Irish Examiner ha rivelato che il 30% degli Irlandesi ritiene le donne parzialmente o totalmente responsabili di violenze sessuali se camminano da sole in zone malfamate, se indossano vestiti provocanti, se hanno molti partner o se non sono state in grado di dire di no con chiarezza. – Irish Examiner

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