That’s the spirit, Beowulf

marzo 28, 2008

Sarà per il fascino archetipico dell’eroe contro il mostro, sarà per la licenziosità dei guerrieri goti in astinenza, sarà per gli esilaranti escamotage per celare l’attrezzo dell’eroe nudo durante il primo combattimento, sarà per la sceneggiatura di Avary che ha una sua inaspettata coerenza, sarà per la computer grafica pacchiana da filmato di intermezzo dei videogiochi – quello che di solito si salta con Esc – ma meno pacchiana di quella di 300, sarà per l’idea che il Beowulf sia considerato intollerabile

Motion Capture
Angelina Jolie in performance capture

dalla stragrande maggioranza degli studenti di letteratura inglese (Woody Allen compreso), sarà per gli attori dai cachet esorbitanti ingaggiati per recitare con dei sensori in faccia da cui estrarre un modello 3d ad alta risoluzione, sarà per Ritorno al Futuro con cui Zemeckis aveva fatto irruzione nella mia infanzia (passando da Italia1), sarà per il finto nudo di un’Angelina Jolie dorata ed equipaggiata di tacchi alti innestati nei piedi, lunga coda – quasi brutta quanto l’artiglio di Scorpion in Mortal Kombat – e inquietante pube asessuato, sarà per l’inutilità quasi commovente dei personaggi secondari, sarà per le allusioni sessuali simili a quelle di un pruriginoso fumetto francese su Conan che segnò il mio immaginario erotico puberale, sarà per Tolkien che il Beowulf lo aveva passato al setaccio, sarà per quel librogame di Lupo Solitario che si chiamava Negli abissi di Kaltenland e che era pieno di grotte e mostri che emergevano dagli abissi per mangiarti (per fortuna bastava annotarsi il penultimo paragrafo per non morire), sarà per i combattimenti che non sono troppo lunghi e non hanno troppo kung-fu, sarà per lo strano effetto che fa un demone acquatico con le labbra siliconate, sarà per i continui crane shot superflui, sarà per quelle volte che guardando scorrere la campagna piemontese nel finestrino della macchina di mio padre la immaginavo colonizzata da elfi, nani e troll, sarà per le ambizioni fotorealistiche tradite dai limiti tecnici della grafica computerizzata (come l’artificiosità dei liquidi e il galoppo claudicante dei cavalli), sarà per Julie Delpy che faceva la prostituta in Killing Zoe (scritto da Avary nella sua fase pulp), sarà per la sospensione dell’incredulità che fa miracoli, sarà per le ore che passavo su Baldur’s Gate elaborando strategie per ammazzare un mostro rognoso in fondo a una grotta (“immune alle armi convenzionali”, come la madre di Grendel), sarà per l’effetto coreografico delle spade che si piantano sempre per terra con un suono secco, sarà per il fatto che a contrario di Zemeckis l’autore del Beowulf aveva capito che il mostro fa più paura se non lo si descrive troppo (altrimenti fa anche un po’ pena, come Grendel che sembra un bambino rachitico), sarà per Christopher Lambert che nel ’99 ha interpretato un ineffabile Beowulf post-atomico, sarà per la scadente letteratura fantasy di cui mi nutrivo alle elementari e alle medie, sarà per Malkovich in una parte insulsa, sarà per quel volume illustrato intitolato “I miti nordici” che qualche amico di famiglia mi aveva regalato a fine anni ’80, sarà che ieri sera non avevo niente di meglio da fare, ma ‘sto Beowulf non mi è dispiaciuto.

PS: il trailer del Beowulf con Lambert vale tutto il film. Unleash your dark side.

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