La regola di Cenerentola

maggio 16, 2008

La puntata di Prime Time andata in onda il 29 aprile ha riaperto il dibattito su alcune anomalie legislative che permettono a grandi investitori di operare in Irlanda avendo la residenza fiscale all’estero, senza pagare alcuna tassa sul reddito personale. Il talk show di RTÉ One ha ricordato che nella lista dei circa 300 grandi “tax exiles” compaiono Denis O’Brien (interessi: editoria, telefonia mobile; capitale stimato: 2.4 miliardi di euro), Dermot Desmond (interessi: football celtico, catene di hotel, petrolio; capitale stimato: 2 miliardi di euro) e Sir Anthony O’Reilly (interessi: editoria; capitale stimato: 1.8 miliardi di euro). I membri degli U2 sono residenti in Irlanda, ma nel 2006 hanno spostato in Olanda la sede della U2 Limited, la società che detiene i diritti d’autore della band (capitale stimato: 624 milioni di euro). Molti tax exiles donano una frazione dei loro capitali ad organizzazioni no-profit, ottenendo talvolta titoli onorifici per l’impegno filantropico: non è difficile intuire i vantaggi di una fiscalità “morbida” e arbitraria come quella delle donazioni rispetto alla fiscalità “dura” imposta dalle agenzie governative.
L’anomalia è riconducibile ad una legge emanata nel 1994 per la quale una persona fisica che si registra come residente fiscale all’estero mantiene la cittadinanza e il pieno accesso ai servizi pubblici. La normativa dice che il soggetto “esiliato” può stare in Irlanda per circa 140 giorni all’anno e dopo questo tetto può entrare nei confini nazionali a patto di tornare nel Paese di residenza fiscale prima di mezzanotte (la cosiddetta “Cinderella rule“, facilmente rispettabile se si ha accesso a un jet privato).

Per dimostrare che le tasse irlandesi non impediscono di essere imprenditori di successo, si può citare il caso di Michael O’Leary, magnate della compagnia low-cost Ryanair. O’Leary è spesso sotto i riflettori per i suoi modi spregiudicati di fare business ma a differenza di molti colleghi non ha spostato la residenza fiscale all’estero ed è attualmente tra i più grandi contribuenti del Paese (e al quartier generale di Ryanair non sono certo i jet che mancano).

La lotta all’elusione rimane una punto aperto nell’agenda politica: mentre si concorda sulla necessità di un giro di vite almeno per togliere l’accesso ai servizi publici ai residenti fiscali all’estero, è probabile che una legge più severa non invoglierebbe i tax exiles a pagare imposte a sette zeri, ma potrebbe al contrario spingerne molti a rinunciare alla cittadinanza, senza vantaggi concreti per la nazione (se si esclude una leggera riduzione di inquinamento atmosferico causato da jet privati). È difficile quantificare il danno causato dalla regola di Cenerentola, ma si può notare una certa ironia nel fatto che l’elusione colpisca duramente un Paese che attira investimenti grazie a imposte societarie tra le più basse del mondo. ♦

Fonti: puntata di Prime Time (real video), Independent.ie, The Post.ie, idaireland.com

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