Archive for the 'Irlanda' Category

The passion of Saint Tibulus

luglio 15, 2009

Commentando la prima serie di Father Ted, Graham Linehan ha svelato alcuni retroscena di una delle sit-com più amate dagli Irlandesi:

* Father Jack, il vecchio prete alcolizzato, sessuomane e scurrile, è ispirato allo stereotipo dei Christian Brothers, definiti da Linehan “le SS dell’istruzione cattolica”. L’ordine venne fondato dal Beato Edmund Ignatius Rice, missionario nato nella Contea di Kilkenny che dedicò buona parte della sua vita all’assistenza ai poveri e all’istruzione, e dai primi dell’Ottocento gestì numerosi istituti didattici in Irlanda – più di 20 nella sola contea di Dublino – e successivamente anche in Inghilterra, Nuova Zelanda, Australia, Stati Uniti e in molti Paesi in via di sviluppo. Famoso per l’utilizzo di metodi educativi estremamente autoritari e per il frequente ricorso alle punizioni corporali, negli ultimi decenni l’ordine è stato travolto a più riprese da scandali legati ad abusi sessuali, culminati con la pubblicazione del Ryan report nell’aprile 2009. Ecco un estratto in cui Father Jack ricorda il suo glorioso passato di insegnante. – sito ufficiale dei Christian Brothers

Father Jack Hackett (Frank Kelly)

* L’obiettivo di Linehan non era quello di ridicolizzare il clero ma di umanizzarlo. Father Ted desidera benessere materiale e soffre, più che la castità, l’isolamento sentimentale. Numerose gag sono basate sul contrasto tra l'”eccezionalità” del ruolo di rappresentanza della Leggi il seguito di questo post »

County Donegal #3

marzo 8, 2009

County Donegal, aprile 2008. Appunti di viaggio (e foto su Flickr).

* Alle 8 di sera entro in un piccolo pub in un paese di circa quattrocento abitanti. Il locale è affollatissimo. Sulle pareti, oltre le solite decorazioni vintage provenienti da un’epoca in cui i medici prescrivevano la Guinness alle donne incinta, sono appese tantissime bandiere tricolori, dichiarazioni di indipendenza e ritratti di J.F.K. Ho l’impressione di essere l’unico straniero. L’età degli avventori va dai 10 anni ai 70. Sembrano esserci tutte le famiglie del paese: quella del Sindaco, dell’allevatore, del farmacista e del becchino. Gli adulti parlano a voce molto alta, mentre mezzo metro più in basso i bambini si rincorrono e gridano senza sosta.
Mi siedo al bancone e ordino una birra. Il pub è un unico salone rettangolare dal soffitto basso, con un solo bancone sulla sinistra dell’ingresso e una decina di tavoli. Provo a captare qualche conversazione, ma non ci riesco. Opposto all’ingresso c’è un piccolo palco con un paio di ragazzi che stanno collegando degli amplificatori. Il mio vicino, un uomo sulla cinquantina con due pinte davanti di cui una mezza vuota e l’altra piena, nè grasso nè magro, barba bianca incolta, giubbotto di jeans e naso rosso da forte bevitore, mi osserva con un’espressione di lontana indifferenza. Intercetto il suo sguardo e gli chiedo se c’è un concerto. L’unica parola che capisco della risposta è charity. Non sembra interessato ad andare oltre.
Arrivano nuovi avventori. Sembrano poco più che adolescenti. Alcuni di loro sono metallari o goth – mi è difficile cogliere le differenze tra le due sottoculture – e altri invece esibiscono la finta trasandatezza e i simboli tribali del punk. Alcuni di loro portano custodie di strumenti elettrici.

Nei successivi dieci minuti il gruppo prepara l’attrezzatura e fa il sound check. Il chitarrista ha circa vent’anni ed è visibilmente il leader della band, bardato di maglietta dei Children Of Bodom Leggi il seguito di questo post »

Spencer Tunick

giugno 20, 2008

Il noto fotografo americano è venuto a Dublino lo scorso weekend (sito ufficiale).

Unfunny

Maggio 26, 2008

L’edizione 2008 di Eurovision è stata vinta dalla Russia con la canzone “Believe”, interpretata dall’aitante Dima Bilan, che fa: Believing / As long as I’m breathing / There is not a limit to what I can dream / Cause I’ve got something to believe in/ Believing. Nel video il cantante si aggira per un ospedale e indirizza il suo messaggio di speranza ad un bambino malato che abbraccia un orsacchiotto.

Eurovision per gli Irlandesi è una cosa seria e per capire con quanta amarezza abbiano assistito alla sconfitta di Dustin il Tacchino basta leggere l’articolo sull’Independent dello scrittore Declan Lynch, che vede nella vicenda un chiaro segno di decadenza dello humor irlandese: la folla di contadini europei ha smascherato la nudità di un Tacchino-Imperatore che indossava vestiti pregiati ma visibili solo dai suoi connazionali.

Bring in all those fuckers

Maggio 22, 2008

Brian Cowen, primo ministro subentrato a Bertie Ahern, dopo un’accesa interrogazione parlamentare sull’aumento dei prezzi dei beni di consumo ha detto al Tanaiste – il vicepremier Mary Coughlan – «Ring those people and get a handle on it will you… bring in all those fuckers.» La frase è stata catturata e amplificata da un microfono lasciato acceso e non è stata apprezzata da Enda Kelly (Fine Gael), leader dell’opposizione. Il portavoce di Cowen ha risposto che la frase era riferita alla National Consumer Agency e non a membri dell’opposizione. – Independent.ie

Be dignified in defeat

Maggio 21, 2008

Dustin il Tacchino non si è qualificato per la finale di Eurovision.

Irish streaming

Maggio 16, 2008

Ecco un po’ di stream dall’Internet irlandese:

[radio] Lyric Fm: vagamente equivalente all’italiana Radio3, trasmette musica classica, elettronica e jazz. Nel palinsesto spicca la trasmissione “JK Ensemble“: from Bach to Eno, Miles to Morricone, and all points in between, in compagnia del suadente John Kelly (ascoltabile in podcast).

[radio] Phantom 105.2: radio dublinese piuttosto cool che propone semplicemente rock. Ascoltandola nei momenti morti più disparati, mi è capitato di sentire tanto brit rock orecchiabile ma anche Talk Talk, Soft Machine e Popol Vuh.

[tv] Prime Time: programma di approfondimento in onda su RTÉ One, si occupa di politica e attualità, con qualche incursione nell’infotainment.

[tv] Questions and Answers: tribuna politica in onda ogni lunedì su RTÉ One, presentata dallo storico John Bowman. In ogni puntata vengono poste agli ospiti tre domande. Il dibattito è ben strutturato, chiaro e degenera in schiamazzi molto raramente. Ha lo svantaggio di regalare meno momenti di comicità involontaria di alcuni talk show italiani.

[tv] The Late Late Show: andato in onda per la prima volta nel 1962, è uno dei programmi più seguiti dagli Irlandesi. Paragonabile al “The Tonight Show” con Jay Leno, ha ospitato Fred Astaire, George Best, Dusty Springfield, Peter Sellers, Audrey Hepburn, Gerry Adams e recentemente anche Dustin il Tacchino. Dal 1999 è condotto da Pat Kenny, personaggio meno carismatico del suo predecessore Gay Byrne, figura storica della tv irlandese che aprì il dibattito su temi come omosessualità, contraccezione, AIDS, abusi sessuali negli istituti cattolici e aborto.

La regola di Cenerentola

Maggio 16, 2008

La puntata di Prime Time andata in onda il 29 aprile ha riaperto il dibattito su alcune anomalie legislative che permettono a grandi investitori di operare in Irlanda avendo la residenza fiscale all’estero, senza pagare alcuna tassa sul reddito personale. Il talk show di RTÉ One ha ricordato che nella lista dei circa 300 grandi “tax exiles” compaiono Denis O’Brien (interessi: editoria, telefonia mobile; capitale stimato: 2.4 miliardi di euro), Dermot Desmond (interessi: football celtico, catene di hotel, petrolio; capitale stimato: 2 miliardi di euro) e Sir Anthony O’Reilly (interessi: editoria; capitale stimato: 1.8 miliardi di euro). I membri degli U2 sono residenti in Irlanda, ma nel 2006 hanno spostato in Olanda la sede della U2 Limited, la società che detiene i diritti d’autore della band (capitale stimato: 624 milioni di euro). Molti tax exiles donano una frazione dei loro capitali ad organizzazioni no-profit, ottenendo talvolta titoli onorifici per l’impegno filantropico: non è difficile intuire i vantaggi di una fiscalità “morbida” e arbitraria come quella delle donazioni rispetto alla fiscalità “dura” imposta dalle agenzie governative.
L’anomalia è riconducibile ad una legge emanata nel 1994 per la quale una persona fisica che si registra come Leggi il seguito di questo post »

Black Jack, County Donegal #2

Maggio 5, 2008

County Donegal, aprile 2008. Appunti di viaggio (e foto su Flickr).

* La tenuta di Glenveagh è stata creata da John George Adair, latifondista della Contea di Laois di origine scozzese, arricchitosi in America con fortunate speculazioni durante la Guerra Civile, dove sposò la figlia di un generale unionista.
Di passaggio sulle montagne del Derryveagh nel Donegal occidentale, Adair rimase colpito dalla bellezza di quelle terre e decise nel 1857 di acquistarne circa 28,000 acri. L’accordo iniziale gli dava diritto di tassare i quarantasette mezzadri (i cosiddetti fee-farm), ma non quello di praticare la caccia (il diritto di sporting). La passione di Adair per quel passatempo era però irrefrenabile e nell’estate dello stesso anno si avventurò armato di fucile nella tenuta. In protesta alla violazione dei loro possedimenti, una dozzina di mezzadri iniziò a scuotere i cespugli e a fare rumore: si dice che Adair si infuriò e, dopo aver lasciato la tenuta, disse “They would pay dearly“.

County Donegal

I giardini della tenuta di Glenveagh

Tempo dopo uno dei suoi impiegati scozzesi venne ucciso in circostanze misteriose e nessuno dei mezzadri confessò l’omicidio. L’episodio fornì un pretesto ideale a Adair, determinato a dedicare parte delle terre all’allevamento di pecore scozzesi, riservando il resto alla caccia e disfandosi delle squallide abitazioni dei suoi affittuari: quattro anni dopo, nel giorno di San Patrizio, il latifondista riuscì ad ottenere piena proprietà di terre ed edifici della tenuta e attuò il piano che è passato alla Storia con il nome di Derryveagh eviction.
Temendo di incontrare resistenza, Adair richiese e ottenne dalla Contea il supporto di più di duecento poliziotti ordinari e, tanto per stare tranquillo, dieci Leggi il seguito di questo post »

County Donegal #1

Maggio 4, 2008

County Donegal, aprile 2008. Appunti di viaggio (e foto su Flickr).

* Il Donegal è una contea irlandese atipica, che appartiene politicamente alla Repubblica ma geograficamente all’Ulster. Buona parte della contea fa parte del Gaeltacht, piccola regione linguistica in cui si parla il Gaelico Irlandese come prima lingua, mentre a est si avverte il forte legame con l’Irlanda del Nord. Alla creazione del Free State nel 1922 la contea è stata separata da Derry, suo capoluogo naturale ribattezzato Londonderry dai coloni inglesi – tanto per far capire chi portava i pantaloni in casa. L’infinita polemica sul nome di Derry ha tratti tragicomici: l’apice è stato raggiunto con la proposta di chiamarla ufficialmente Derry/Londonderry (letto “Derry stroke Londonderry”). Molti hanno quindi iniziato a chiamarla Stroke city.

* Nonostante gli investimenti governativi per lo sviluppo, il Donegal rimane un’area sostanzialmente rurale. Proprio la mancanza di grossi agglomerati urbani e industrie lo rendono una meta ideale per turisti in fuga dai lepricauni e dai cappelli verdi che infestano la capitale. Nei dintorni del Parco Nazionale del Glenveagh ci si imbatte in paesaggi desolati che ricordano una sorta di Patagonia in miniatura, con grossi montoni al posto dei guanacos.

Irish Patagonia

Irish Patagonia

* L’età media della popolazione è piuttosto bassa. Nei paesi, la domenica pomeriggio, non è raro imbattersi in gruppi di adolescenti su di giri per l’ultima partita del Liverpool o del Manchester. Tentando un parcheggio nel centro semideserto di Portsalon con alcune manovre piuttosto goffe, ho attirato l’attenzione di una decina di ragazzini che mi hanno dedicato Leggi il seguito di questo post »