Fly with the wind

febbraio 1, 2008

Un disco che sto ascoltando con una certa ossessività è Fly with the Wind (Milestone, 1976) di McCoy Tyner. Affine a Song of the new world (Ojc, 1973) e agli altri dischi registrati dal pianista alla Milestone negli anni ’70, il disco è il risultato di uno dei tentativi di Tyner di comporre e arrangiare per archi: oltre a Hubert Laws al flauto, Ron Carter al contrabbasso e Billy Cobham alla batteria, ha partecipato al progetto un’orchestra di sei violini, un oboe, due viole, due violoncelli, un’arpa e un’ottavino.
L’album è strutturato in 5 brani, di cui 4 originali più lo standard You Stepped Out of a Dream. Mentre gli archi sottendono una base tematica dal sapore fusion piuttosto orecchiabile, si impongono le personalità di Tyner, che regala assoli intrisi di suggestioni spirituali (analoghe a quelle di Sahara, 1972 e Enlightenment, 1973), e di Cobham, le cui intricate percussioni jazz-rock vengono contrastate dalle linee di flauto classicheggianti di Laws. Anche per merito della produzione di Orrin Keepnews, Fly with the wind ha un’incisività e una chiarezza tematica che ne ha decretato lo straordinario successo commerciale e di critica.

In questa approfondita intervista su AllAboutJazz ♦, Tyner ha definito il brano Fly with the wind una delle sue canzoni preferite.

Disponibile su Amazon ♦ a un prezzo ragionevole.

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